Mobil Suit Gundam: I film. Recensione In netto ritardo sui tempi

Per le ultime vacanze di Natale ho deciso, come regalo autogenerato, di comprarmi sull'amazzonia il cofanetto con i tre film "riassuntoni" di Mobile Suit Gundam (che nella versione italiana si ostinano a chiamare Gundam invece di Gandam o Gandamu, ma tant'è). Complice la tonsillite che mi ha colpito la settimana scorsa, sono riuscito a vederlo e ne approfitto per tediare il mondo.

Partendo dalla premessa che i film si sviluppano in un tempo che è meno della metà di quello della serie (390 minuti contro gli 860 della serie) e che quindi è necessario un po' "bignamare" la storia, bisogna ammettere che il lavoro fatto è eccezionale!

Il primo film, Mobile Suit Gundam, raccoglie le prime 12 puntate (fino alla morte di Garma Zabi, insomma) ed è essenzialmente un collage molto, molto ben fatto delle puntate di cui sopra. Le parti aggiunte sono minime (cosa che invece aumenterà esponenzialmente nei due successivi film) ed anche i tagli sono molto contenuti (l'improbabile Gundam Hammer tra tutti) e sono solo nell'ottica della de-superobottizazione dell'anime. È da apprezzare che i tagli siano stati fatti più nella parte di combattimento e botte che in quella della costruzione dei personaggi, risultando alla fine un film molto equilibrato, al punto che è quasi impossibile dirsi che si tratta di un collage. I disegni e i testi sono molto vicini all'originale e la traduzione (adeguata anch'essa all'originale) ci priva, per esempio, di Peter per Amuro, di Mirka per Fraw Bow e di Scia per Char, ma ben venga.

Il secondo film, Soldati del dolore, che copre gli episodi dal 13 al 30, ossia da dove lascia il primo film fino al decollo della White Base da Jaburo, comincia a mostrare un progressivo allontanamento dalla serie. La trama resta essenzialmente quella originale (lo scontro con Ramba Ral, la fuga di Amuro dalla responsabilità, la morte di Icelina e di Matilda, l'operazione Odessa e, appunto, lo scontro per Jaburo) ma sono completamente abbandonati gli ulteriori elementi robottonici (il trittico Gunperry / G-Fighter / Corefighter Booster è eliminato e con essi gli improbabili G-Armour, G-Bull, ed il resto), sostituiti da un Corebooster che non è altro che un ben più utile e sensato caccia di supporto.

Viene fortemente evidenziato l'elemento newtype (buona parte della strategia di utilizzo della White Base è guidata dall'ottenere un'unità di combattimento di newtype) ed è mantenuta la crescita e lo sviluppo dei personaggi principali, così come nel primo film. Anche qua l'elemento combattimento perde un po' di tono, ma a tutto vantaggio dell'equilibrio. Gran bel film, anche se si intravede, in questo caso, l'accelerazione imposta dalla compressione delle puntate.

Arriviamo all'ultimo film, Incontro nello Spazio. Episodi dal 31 al 43. Anche in questo caso le modifiche "tennologiche" sono diverse, a partire dal lasciare a terra il Guntank per affidare ad Hayato un secondo Guncannon (effettivamente, che ce faceva il Guntank nello spazio?).

Sono state rigirate una gran quantità di scene in quest'ultimo film, con ottimi effetti sulla qualità delle animazioni. Le due battaglie principali, Salomon ed A Baoa Qu, sono state quasi rifatte, con ottimi risultati. Anche in questo caso la costruzione dei personaggi è portata avanti in modo ottimo, anche per quelli dall'altro lato della barricata. Le motivazioni della famiglia Zabi divengono più chiare e "nazi".

Essendo arrivato al termine dei compiti di Andrea, concludo questa recensione consigliandovi, nel caso in cui non lo possediate già, di correre ad accattarvi il cofanetto e di rubare preziose ore al sonno per vedervelo/rivedervelo.

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